La mattina dopo riparto. La strada sempre più brutta, il paesaggio sempre più bello. E fa sempre più freddo.
Continuo a guardare il fiume che scorre sotto di me, contornato, a tratti, da lunghe spiagge bianche, quasi caraibiche. Vorrei toccare la sabbia per saggiarne la consistenza, apprezzare la dimensione dei singoli granelli. Ma sto viaggiando di corsa.
Troppo di corsa.
Le tappe sono state pianificate in Italia, qui le cose sono assai differenti. Per rispettare la tabella di marcia mi impongo di coprire 240 chilometri in una giornata. Con quelle strade è stato un grosso errore. La tappa è estenuante. L’ultimo tratto l’ho fatto al buio, guidato da cerchi tondi di vernice bianca, dipinti sulla montagna vicino alla strada, la versione indiana dei catarifrangenti. Divinando le buche e con la frase “ Non conto assolutamente di guidare di notte… ” che mi echeggiava nella mente.
Poi.
Poi, ho rallentato.
In tutti i sensi.
E come quando, per errore, si avvia un disco
alla velocita sbagliata e lo si rimette a 33
giri, tutto ha cominciato ad avere un senso.
Passo due giorni ad Almora per riposarmi e rivedo le mie tappe di viaggio. La stanza dell'albergo non ha l'acqua calda e non è riscaldata. La notte la temperatura scende sotto lo zero e devo dormire con tutti i maglioni che ho addosso. Riconsidero il freddo e i chilometri. Cancello la tappa verso Amristar, vicinissima al confine con il Pakistan del nord, per vedere il tempio d'oro. Troppa strada, troppo freddo. Decido di andare subito verso il deserto sperando di scaldarmi.
Mi rilasso gironzolando per il bazar e arricchisco il mio bagaglio di 50 lime. Avrò tutto il the al limone che voglio.
Perché 50?
Incomprensioni linguistiche.
L'inglese non è parlato dalla popolazione più povera e spesso, soprattutto in luoghi non turistici, ho avuto difficoltà a spiegare cosa volessi acquistare. In particolare, la frutta. Dopo alcune interazioni avevo capito che il principale modo di ragionare dei venditori ambulanti di frutta o di biscotti era soldi o peso. Tipo 50 rupie di banane. O una quantità in peso pari a un pezzo di piombo marcato in caratteri sanscriti hindi (arabo (!) per me), il cui esatto valore in grammi mi è ancora del tutto oscuro. E quindi " 50 rupie di… " era ormai il mio approccio standard.
Stavo cercando dei limoni, quasi introvabili in India e, finalmente, vedo dei lime su un banchetto di frutta nel bazar di Almora (il posto dell'Himalaya più freddo in cui sono stato e in cui ho girato la moto verso il deserto). Cerco di accordarmi con il venditore ma il dialogo, sia pur condito da ampi sorrisi, è impossibile.
Mi butto sui numeri. E finalmente scambiamo l'informazione base:
" fifty ".
Mai un ingegnere fu più soddisfatto.
Il potere dei numeri.
Mi rilasso, e dopo un istate lui comincia a contare i lime.
50 lime, uno dopo l'altro.
Non ho il coraggio di interromperlo, aspetto pazientemente che finisca di contare, e pago ridendo.
Ne ho riportato un considerevole numero in Italia.