Navigatore

Io ho usato principalmente Navigon - India. Mi ha (quasi) sempre portato nei posti giusti. Unico neo: conosce solo le trade migliori e quindi, per andare su percorsi alternativi non funziona benissimo. In questo caso ho usato Sygic MapMyIndia che, se volete, vi porta anche su strade drammatiche. Entrambi sono diponibili su Iphone 4 e 5 ( 62,99 e 26,99 euro, rispettivamente). Alla data del mio viaggio (dicembre 2012) TomTom non aveva le mappe dell'India. Per fissare il telefono al manubrio ho comprato un supporto impermiabile su Ebay (25/30 euro). Occhio all'autonomia. Io viaggiavo con una piccola batteria a ricarica solare aggiuntiva (10h di autonomia).

Borse da viaggio e altro

Una organizzazione a scatole cinesi. Una valigia grande con dentro la tuta da moto, il casco, gli stivali e gli attrezzi, una valigia piccola, da portare in aereo, con il bagaglio “ normale ”, da poter riporre nella grande una volta vuota. E sacche nautiche impermeabili, facili da stivare piegate, destinate a travasare il bagaglio in contenitori adatti al portapacchi della moto. Il tutto legato con una manciata di elastici. Non sarà elegantissimo ma la colorata e confusa struttura che ne è risultata ha retto egregiamente per 3000 km. E tanto basta.
Sia all'areoporto di Delhi che in molti alberghi c'è il deposito bagagli (all'areoporto chiedete, con convinzione: occorre uscire e poi salire al primo piano).
Gli amici di omnimoto mi hanno prestato uno zainetto magnetico GIVI, comodissimo. (Il mio è troppo grande per una Enfield: il serbatoio è molto piccolo). Avevo con me un piccolo kit di pronto soccorso, bimixin, ed altri antibiotici a largo spettro. 3 bombolette di fast (:-)), gocce per sterilizzare l'acqua, una cima sottile lunga una decina di metri, 6/7 elastici da bagaglio. Coltellino svizzero, attrezzo multiuso, cacciaviti piccoli e computer portatile. In loco ho comprato un bollitore elettrico per fare il the. Zanzariera portatile (quasi inutile a dicembre) vari maglioni di pile (utilissimi). Spray antizanzare (utile a tratti). Patente internazionale e visto (le procedure sono ora molto semplici).
Una bottiglia di Champagne (opzionale).
In previsione di un capodanno solitario in un posto sperduto in India, avevo aggiunto al tutto una bottiglia di Veuve Clicquot, che ho importato clandestinamente e mi sono trascinato dietro per undici giorni e quasi duemila chilometri, stivata dentro un bollitore elettrico. Per poi stapparla e consumarla a Jodhpur, la città blu, uno dei posti più belli che abbia visto nel viaggio. Accompagnata da anacardi, pistacchi, mandorle, biscotti speziati e un ananas. E un sigaro Montecristo.
l mio cenone di capodanno a Jodhpur.
Da solo.
No. Con una bottiglia di Veuve Clicquot.
E fa la differenza.
 

Vestiti

Giacca in cordura Rev'it Sand a tre strati, pantaloni imbottiti in cordura Rev'it, maglia termica Rev'it, stivali bassi in pelle e gorotex Crispi. Paraschiena Dainese (altro gentile prestito omnimoto). Casco Nolan Xlite, sottogola imbottito, cuffia Philiphs da 6 euro a cui ho tolto gli altoparlanti e li ho messi nelle sedi predisposte del Nolan. Guanti leggeri in pelle (grosso errore: faceva freddo!). Ho sempre indossato tutto e non ho mai avuto caldo...